Una presa di coscienza è necessaria!

rabbiosiMi riferisco qui ad un argomento iniziato su facebook di cui sopra. Evidentemente è sbagliatissimo l’esempio. La contraffazione è illegale ma i progetti no-budget sono tutt’altro che illegittimi. Anzi, in tutto il mondo (tranne che in Italia) è un importante soppalco per fare esperienza fuori dal dictat del “commercialismo” (euphemismo) e la grande maggioranza delle opere realizzate in questa maniera sono di qualità 1000 volte superiore al solito commissario o cinepanettone. Negli USA anche grandi nomi hollywoodiani lavorano così con registi sconosciuti – perche il copione o il regista convincono.

In Italia – e lo dico senza rimprovero ma come un dato di fatto – a causa della sua lunga sofferenza inflitta dai furbi, furbetti, approffitatori e raccomandati si guarda male questo importante opportunità. Al posto di “gridare” per accusare le problematiche tipicamente italiane – la totale mancanza di riconoscere il valore dell’ espressioni artistica (e quindi non prettamente commerciale) e del senso di appartenenza ad una società / cultura dalla parte dei benestanti e del capitale (guardate SEMRPE verso l’America per il buon esempio, sopratutto per il mondo del cinema) – avete internalizzato la voce di questa ignoranza nazionale e scalciate verso il basso: cioè contro chi Voi avreste dovuto difendere. Artisti che non si arrendono al solito gioco del lavoro inutile che non fa che riaffermare per l’ennesima volta il già saputo, gente che lavora nel settore non per necessità ma per passione (cioè non per ricavarne profitto – cioè sottrarre – ma per contribuire – cioè aggiungere). E certo, questo impegno va rimunerato! Ma non dal basso. Non è un segno di coraggio e lungimiranza da parte Vostra (non voglio accusare una persona percio non dico “tua”) di mettersi a sputare su chi con fatica e mezzi limitati si fa cmq strada. Invece è un sintomo di inconsapevolezza e di un difetto molto umano di priferire di appartenere agli oppressori piuttosto che ai oppressi.

Un’ altra conseguenza della “malattia della malafede” è che le esperienze professionali, di cui un attore non potrebbe mai avere abbastanza, per i colleghi italiani sono severamente limitati a quelli per cui devono pagare o per i quali vengono pagati. Il concetto dietro questa logica è che si è attori fatti e finiti (già ridicolo) “imparati” appena usciti dal corso di ricitazione. È’ ovviamente folle e il risultato SI VEDE BENISSIMO.

Per tornare al Vostra indignazione. Dove era questa quando poco fa un importante casa di produzione cinematografica annunciava orgogliosamente “Casting gratuiti” (sic!)? La Vostra indignazione dovrebbe rivolgersi verso l’alto, verso gli oppressori: in prima fila la politica che toglie fondi all’educazione e la cultura. Poi verso chi si approffita del giovane talento senza esperienza e bisognoso di “curriculum” e cioè la RAI e Mediaset.  Non verso gli oppressi, i registi, attori, tecnici svariati e testardamente intenti a produrre dove li porta il cuore (e non solo il denaro).

A questa gente andrebbe il più grande rispetto, per il coraggio, per l’audacia, per i rischi assuntisi. Voi invece pretendereste che loro si vergognassero di essere oppressi. Dato che nessuno Vi costringe di lavorare per loro (e suppongo non Vi assumerebbero nemmeno avessero i mezzi per la vostra evidente mancanza di passione) si capisce che la Vostra rabbia è la prova più pura di quanto ha detto Malcolm X (mi pare): che la perfidia del sistema sta nel fatto  che le masse degli oppressi amino gli oppressori a cui vorebbero assomigliare ed odiano i loro simili (oppressi) perche li ricordano la loro misera provenienza.